Si trattava di un ex voto, donato da Dante e Vilma Ribaudo nella prima metà degli anni ’80, rimosso mesi fa dalla cupola centrale della Chiesa Madre di Mascali, perché la ditta incaricata degli interventi di ristrutturazione potesse procedere ai lavori.
Del luogo in cui era stato alloggiato e delle condizioni in cui si trovava il lampadario si era interessato Enzo Ribaudo, il figlio di Dante e Vilma Ribaudo che così scrive ai mascalesi:
“Carissimi Concittadini,
Vi informo solo adesso su quanto accaduto al lampadario della nostra Chiesa dedicata a San Leonardo in quanto ieri, dopo innumerevoli sollecitazioni, ho potuto finalmente verificare di persona le effettive condizioni in cui versa.
Con molto rammarico devo informarVi che il lampadario è stato tagliato (e non c’era alcuna necessità) in tantissimi piccoli pezzi, quando avrebbe potuto essere smontato,il ché mi ha fatto pensare che tale trattamento sia stato fatto volontariamente al fine di rendere impossibile il ricollocamento dello stesso.
Aggiungo che, ad aggravare quanto descritto, le parti rimaste più lunghe, sono state per di più piegate in maniera irreversibile.
Obiettivo, quindi, raggiunto da colui, o coloro, che hanno voluto questo scempio: il lampadario non potrà più essere in alcun modo recuperato.
Del resto, qualche sospetto mi era già sorto quando, nell’ultima conversazione con padre Di Bella, in cui chiedevo di visionare il lampadario al fine di potermi occupare ,a mie spese, del restauro, lui ebbe a dirmi che il lampadario, piuttosto che essere restaurato, avrebbe dovuto essere rifatto più piccolo ed uguale a quelli laterali.
Duole sapere che sia stata fatta questa scelta da pochissime persone, incuranti del sentimento di noi mascalesi, che malissimo abbiamo accolto questa sciagurata decisione, tant’è che, chiunque io incontri per strada, mi chieda lumi sulla situazione e sulle eventuali azioni che io abbia intenzione di compiere.
Tuttavia, ci tengo a sottolineare la solidarietà del Vicario del Vescovo, Mons. Russo che, anche a nome dello stesso Vescovo, si sarebbe attivato per conoscere i nomi degli autori di questa meschina azione, il quale mettendosi in gioco in prima persona, ha promesso che farà di tutto per far ripristinare il lampadario, nelle forme e dimensioni di un tempo. Infine, con non poco dispiacere, ci tengo ad informarVi che, tutt’al più, di questo potrà esserne realizzata una copia in quanto, come riportato, lo storico lampadario della nostra Chiesa è stato distrutto per sempre”.