Mafia, operazione "Mercurio": Castiglione verso la sospensione, all’Ars arriva Alessandro Porto? -
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Mafia, operazione “Mercurio”: Castiglione verso la sospensione, all’Ars arriva Alessandro Porto?

Mafia, operazione “Mercurio”: Castiglione verso la sospensione, all’Ars arriva Alessandro Porto?

Rischia di essere un vero e proprio terremoto politico la vicenda di Giuseppe Castiglione, il capogruppo degli Autonomisti e Popolari all’Ars arrestato due giorni fa dai Carabinieri del Ros perché accusato dalla Dda di Catania di avere stretto, nel 2022, un patto elettorale con le cosche.

Castiglione ieri si è difeso nell’interrogatorio di garanzia rispondendo a tutte le domande e sostenendo di non essere a conoscenza dei legami con la mafia di Domenico Colombo, Giuseppe Coco e Rosario Bucolo.

L’avvocato difensore di Castiglione, Salvo Pace, ha preannunciato ricorso al Tribunale della libertà ma nel frattempo la Commissione regionale antimafia, di cui è componente, ha avviato le procedure per la decadenza dall’incarico.

Questa mattina, invece, è stata avviata dalla Presidenza dell’Ars la procedura per la valutazione dell’impedimento. Si chiama tecnicamente così, infatti, il percorso tecnico giuridico che porta alla sospensione o alla decadenza del deputato indagato.

Bisognerà attendere l’arrivo delle carte dalla Procura e con queste la Commissione verifica poteri si riunirà e proporrà all’Ars la decadenza o, più probabilmente, la sospensione e la surroga.

Con la sospensione di Castiglione le porte del Parlamento si aprirebbero per il primo dei non eletti e il posto toccherebbe ad Alessandro Porto (nella foto a sinistra), attualmente assessore comunale alla polizia municipale, viabilità, protezione civile e al decentramento del Comune di Catania.

Ma l’incarico è provvisorio. Se Castiglione dovesse essere scagionato in qualche modo prima della fine della legislatura Porto dovrebbe restituirgli il seggio. Una situazione che crea incertezza per effetto di una legge spesso considerata incostituzionale ma mai impugnata davanti ai giudici della Consulta.

I tempi, comunque, non sono celeri e Castiglione ha già fatto sapere che intende dimettersi da capogruppo e dagli incarichi in commissione. Diversa, invece, la situazione che riguarda lo scranno di Sala d’Ercole ed è proprio lì che si annidano le incertezze.

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