Si è svolta ieri, in contemporanea nazionale, l’edizione 2025 della Notte del Liceo Classico, un evento che coinvolge decine di istituti in tutta Italia con l’obiettivo di celebrare e riscoprire il valore dell’umanesimo e della cultura classica, valori che nessuna intelligenza artificiale potrà mai davvero simulare.
Tra i protagonisti assoluti della serata, il Liceo Classico “Michele Amari” di Giarre, diretto dal dirigente scolastico prof. Giovanni Lutri, che ha guidato una manifestazione intensa e partecipata. L’intera comunità scolastica si è mobilitata: docenti, studenti e personale hanno dato vita a laboratori tematici, letture, rappresentazioni teatrali classiche, offrendo al pubblico una serata ricca di emozioni e cultura.
Tra i momenti più apprezzati, si è distinto per originalità e profondità il laboratorio “Alea Iacta Est – Processo a Cesare”, ideato e coordinato dalla prof.ssa Alida Grasso. Si è trattato di una vera e propria messa in scena giudiziaria del processo a Giulio Cesare, scritto interamente da un gruppo di studenti del secondo anno e portato in scena con la collaborazione di alunni di diverse classi.
Il progetto ha colpito il pubblico per la sua carica provocatoria e riflessiva. Giovani studenti e studentesse, appena quindicenni, si sono interrogati su temi profondi: giustizia, potere, responsabilità storica. In un’epoca in cui spesso si tende a liquidare le nuove generazioni come disinteressate o assorbite dal mondo digitale, è emersa invece una forte voglia di creare, scrivere, porre domande e cercare risposte. Un esercizio di pensiero critico che ci ricorda quanto la scuola possa – e debba – essere fucina di pensiero e di rinascita culturale.
Particolarmente toccante il finale dello spettacolo, che ha visto il rientro in scena in silenzio degli studenti, accompagnati da immagini dei tiranni e dei conflitti che hanno segnato la storia, come a ricordare che la lezione del passato ha ancora molto da insegnarci sul nostro presente e futuro.
Per dovere di cronaca, nelle tre repliche del “processo”, Giulio Cesare è stato assolto due volte e condannato una: a decidere è stato il “popolo” presente, coinvolto direttamente nel giudizio, in un esercizio tanto teatrale quanto profondamente civile.
L’ottima riuscita dell’evento è merito di tutti i docenti che hanno guidato le attività, e in particolare alla prof.ssa Santa Rosaria (Sandra) Ferrera, coordinatrice delle rappresentazioni classiche, per l’impegno e la passione trasmessa. Una particolare nota di merito agli studenti, veri protagonisti di una serata che ha saputo risvegliare lo spirito umanistico di cui la nostra società ha oggi più che mai bisogno.